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Quando le paure diventano fobie

Sabrina Pontani Psicologa Psicoterapeuta Tarquinia - Roma Nord
Pubblicato da in Tutte le categorie · 18 Dicembre 2018
Tags: Fobie
QUANDO LE PAURE DIVENTANO FOBIE.
Ciascuno di noi ha un punto debole o può provare paura di trovarsi di fronte a situazioni potenzialmente pericolose o sgradevoli che tuttavia non comportano alcuna limitazione di rilievo. Quando le paure che proviamo, però, sono tali da ostacolare alcuni aspetti della nostra vita ci troviamo di fronte ad un problema che ha un nome ben preciso: fobia.
Le fobie sono paure estreme, sproporzionate e ingiustificate di un oggetto o di un evento, che determina nella persona reazioni intense di angoscia. L’oggetto della paura, pur non rappresentando di per sé una reale minaccia, scatena nel soggetto fobico comportamenti irrazionali e una serie di sintomi fisiologi. Non importa che siano gli spazi chiusi o i ragni, le altezze o il buio, c’è una paura per tutto. Il soggetto, pur essendo consapevole dell'irrazionalità dei propri timori, continua a provare angoscia. Normalmente il fobico comprende che il suo è un comportamento irragionevole, ma non riesce a superare la paura angosciante con uno sforzo di volontà; si sente piuttosto, spinto a evitare quella specifica cosa o situazione che la espone a un’ansia insopportabile, che si manifesta anche di fronte all’immagine fotografica o al solo pensiero dell’oggetto fobico. E’ chiaro che la prima soluzione adottata è quella di evitare con grande cura e attenzione tutte le situazioni che possono generare ansia. Di fatto questa è una falsa soluzione perché implica rinunce, a volte piccole, spesso anche notevoli.
Le fobie specifiche sono innumerevoli, a volte bizzarre, in alcuni casi molto penalizzanti. Tra le fobie più conosciute ci sono: la paura delle altezze, o acrofobia; la paura dei serpenti, o ofidiofobia; la paura di parlare in pubblico (glossofobia); la paura dei ragni (aracnofobia); la paura dei piccoli spazi (claustrofobia); la paura dei topi (musofobia); la paura degli spazi aperti (agorafobia); la paura della folla (enoclofobia); la paura del buio (nictofobia); la paura del sangue (emofobia); la paura dei cani (cinofobia). A queste si aggiungono molte altre che possono sembrare insolite. Tra i sintomi più comuni nei fobici ci sono: tachicardia, nausea, vertigini, tremori, paura di svenire, morire o perdere il controllo, panico e senso di costrizione al petto. Dietro a paure così specifiche, si nasconde spesso un disagio personale più serio. Perché allora non provare a risolverlo? Nonostante le fobie diano origine a una serie di sintomi importanti e gravi limitazioni ci sono ancora tante persone che si rassegnano a convivere a lungo con timori irrazionali di ogni tipo, accettando un’esistenza “condizionata”. Eppure ci sono percorsi terapeutici che sono efficaci anche in periodi brevi. Perché vivere di paure quando possono essere sconfitte? Quando il problema interferisce con la qualità della vita è il momento di chiedere aiuto.




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